Il Pellicano: sessant'anni di ospitalità, storie e bellezza italiana
Hotel Il Pellicano: storia e lusso italiano | Hospitality Talks
Da un rifugio romantico sul mare dell’Argentario a uno dei simboli dell’ospitalità italiana. La storia di una famiglia, di un luogo speciale e di un lusso che non ha bisogno di farsi notare.
Ci sono hotel che nascono da un progetto imprenditoriale, da uno studio di mercato o da un’opportunità immobiliare. E poi ci sono luoghi che nascono semplicemente perché qualcuno se ne innamora.
È il caso dell’Hotel Il Pellicano, affacciato su una piccola baia del Monte Argentario, in Toscana.
Un hotel che negli anni ha ospitato attori, artisti, imprenditori e personaggi dell’alta società internazionale. Ma soprattutto un luogo che, attraverso generazioni e cambiamenti, ha saputo conservare un’identità riconoscibile.
Tutto nasce da una storia d'amore
Negli anni Sessanta, Patsy Daszel, affascinante socialite americana, e Michael Graham, aviatore britannico, decisero di creare un rifugio romantico in una baia appartata dell’Argentario.
Un luogo dove trascorrere il tempo con gli amici, nuotare nelle acque cristalline e godersi la bellezza della costa toscana, lontano dalla mondanità più rumorosa.
Nel 1965 quella casa si trasformò ufficialmente in un hotel: Il Pellicano.
La voce iniziò a circolare tra Hollywood e l’alta società europea. Arrivarono personaggi come Charlie Chaplin, Henry Fonda e Gianni Agnelli. Il Pellicano diventò un punto d’incontro, un salotto informale dove la privacy conviveva con la convivialità. Le fotografie di Slim Aarons contribuirono a rendere immortale quell’atmosfera: giornate al sole, terrazze sul mare, eleganza spontanea.
1979: la famiglia Sciò e una nuova fase
Nel 1979 l’imprenditore romano Roberto Sciò acquistò Il Pellicano.
Non si trattava semplicemente di acquisire una struttura alberghiera. Sciò conosceva già il luogo e ne apprezzava profondamente l’atmosfera. La sua scelta fu quella di preservarne il carattere: un hotel elegante ma accogliente, esclusivo senza diventare impersonale.
È un passaggio importante nella storia dell’ospitalità. Quando una proprietà cambia, spesso cambia anche il suo modo di essere. Il Pellicano, invece, ha costruito la propria continuità proprio intorno alla conservazione di ciò che lo rendeva speciale.
Marie-Louise Sciò: innovare senza cancellare il passato
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Nel 2004 Marie-Louise Sciò, figlia di Roberto, iniziò a occuparsi della direzione creativa dell’hotel.
Formata in architettura alla Rhode Island School of Design, cominciò da qualcosa di apparentemente piccolo: la ristrutturazione di un bagno.
Da lì, progressivamente, il suo lavoro arrivò a coinvolgere camere, arredi, uniformi, oggetti, comunicazione e ogni dettaglio dell’esperienza degli ospiti.
Oggi Marie-Louise è CEO e direttrice creativa di Pellicano Hotels. La sua visione non consiste nel replicare uno standard di lusso, ma nel valorizzare l’identità di ciascuna proprietà.
Gli ambienti raccontano una storia, i materiali dialogano con il paesaggio, gli oggetti richiamano la cultura italiana. Nulla dovrebbe sembrare fuori posto. È qui che emerge il concetto di sense of place: non trovarsi semplicemente in un bell’hotel, ma sentirsi profondamente legati al luogo in cui si soggiorna.
Il quiet luxury prima che diventasse una tendenza
Oggi si parla molto di quiet luxury, un lusso discreto che privilegia qualità, autenticità, privacy e attenzione ai dettagli rispetto all’ostentazione.
Il Pellicano rappresenta da decenni una propria interpretazione di questo concetto. La sua forza non è soltanto nella posizione, nelle camere o nel servizio. È nell’insieme di piccoli elementi che costruiscono l’esperienza: il rapporto con le persone, la tranquillità della baia, il cibo, la possibilità di vivere il mare senza fretta.
Un lusso che non ha bisogno di spiegarsi continuamente.
E soprattutto, un’esperienza difficile da riprodurre altrove.
Da un hotel a una collezione
Negli anni, la famiglia Sciò ha sviluppato una collezione di proprietà, mantenendo un approccio legato all’identità individuale di ogni struttura.
La Posta Vecchia
Una dimora storica affacciata sul Tirreno, dove arte, architettura e storia diventano parte dell’esperienza.
Mezzatorre Hotel & Thermal Spa
Una torre storica immersa nella natura di Ischia, con il mare e il benessere termale al centro dell’offerta.
Nel 2023 il gruppo ha annunciato una partnership con Aermont Capital, accompagnata da un programma di investimenti riportato dalla stampa di settore nell’ordine di 200 milioni di euro.
L’obiettivo è sviluppare la collezione attraverso nuove proprietà, tra cui La Badia in Umbria e La Suvera in Toscana, entrambe previste in apertura nel 2027. La sfida sarà crescere senza perdere quell’atmosfera intima e personale che ha reso riconoscibile il Pellicano.
La voce di Marie-Louise Sciò
Per approfondire la storia, la visione creativa e il futuro del gruppo, consiglio l’intervista a Marie-Louise Sciò nel podcast The Stanza.
Il valore economico di un'identità forte
Dietro un hotel così riconoscibile c’è anche un modello economico interessante.
Il Pellicano ha un numero limitato di camere, una stagione operativa concentrata prevalentemente tra primavera e autunno e un prodotto difficilmente confrontabile con quello di un hotel tradizionale. Per una struttura di questo tipo, il revenue management non consiste soltanto nel vendere più camere possibile.
Conta soprattutto massimizzare il valore di ogni soggiorno, mantenendo coerenti prezzo, aspettative e qualità dell’esperienza.
Un ADR elevato deve essere sostenuto da un servizio eccellente, da un’attenzione personale e da un percorso di prenotazione e soggiorno il più possibile semplice, senza attriti inutili.
Anche la distribuzione fa parte di questo equilibrio. Booking.com, Expedia, sito ufficiale, agenzie specializzate nel lusso e travel advisor possono raggiungere segmenti differenti di clientela. La sfida è comprendere quanto valore generi ciascun canale, considerando commissioni, acquisizione del cliente e redditività.
Non disponiamo di dati pubblici verificati sul mix distributivo, sull’ADR o sul RevPAR del Pellicano. Possiamo però osservare una lezione importante: un’identità distintiva può rafforzare il potere di prezzo di un hotel, a condizione che l’esperienza mantenga la promessa del brand.
E quando un ospite torna, anno dopo anno, il valore della relazione può diventare altrettanto importante di quello della singola prenotazione.
Il futuro: crescere senza perdere l'anima
Il Pellicano ha celebrato nel 2025 i suoi primi sessant’anni
Da una casa nata per amore del mare è diventato il punto di partenza di un gruppo alberghiero con ambizioni internazionali. Oggi la sfida non è soltanto aprire nuovi hotel, ma conservare ciò che ha reso speciale il primo: l’atmosfera, le persone, la relazione con il territorio e la capacità di far sentire gli ospiti parte di una storia.
La partnership con Aermont Capital offre nuove possibilità di sviluppo, ma introduce anche una sfida imprenditoriale: conciliare investimenti, rendimento del capitale e identità delle singole proprietà.
Una riflessione finale
Forse la lezione più interessante del Pellicano è che un hotel non deve necessariamente essere grande per diventare importante.
Deve avere qualcosa da raccontare. Un’identità, una visione e persone capaci di mantenerla viva nel tempo. Perché gli spazi si possono ristrutturare, le camere si possono ampliare e le strategie commerciali possono cambiare.
Ma il senso di appartenenza a un luogo, quello che rende un soggiorno davvero memorabile, è molto più difficile da costruire. Ed è probabilmente uno dei patrimoni più preziosi che un hotel possa possedere.
HOSPITALITY TALKS · BEHIND THE HOSPITALITY
Le storie e le persone dietro gli hotel che hanno lasciato un segno nell’ospitalità.
