ChatGPT Ads arriva negli hotel: puoi comprare il click, non la raccomandazione

ChatGPT Ads arriva negli hotel

Fino a poco tempo fa parlavamo soprattutto di come riuscire a far comparire un hotel nelle risposte di ChatGPT.

Ora dobbiamo iniziare a parlare anche di pubblicità su ChatGPT.

OpenAI sta infatti sviluppando ChatGPT Ads, un sistema che permette alle aziende di mostrare contenuti sponsorizzati mentre gli utenti utilizzano ChatGPT per cercare informazioni, confrontare alternative e prendere decisioni. Dopo una prima fase negli Stati Uniti, il progetto si sta espandendo anche in altri mercati e ad agosto OpenAI ha annunciato l’arrivo degli annunci in 31 Paesi europei, Italia compresa.

Per gli hotel si apre quindi un nuovo possibile canale di acquisizione. Ma c’è una distinzione fondamentale da capire fin da subito:

un hotel può pagare per apparire come inserzionista, ma non può pagare ChatGPT per essere raccomandato nella risposta.

Come funzionano gli annunci su ChatGPT

Gli annunci vengono mostrati separatamente dalle risposte generate da ChatGPT e sono chiaramente identificati come contenuti sponsorizzati. OpenAI specifica inoltre che gli annunci non modificano le risposte dell’assistente.

Per un hotel significa immaginare una situazione di questo tipo.

Un viaggiatore potrebbe chiedere:

“Dove posso dormire per un weekend romantico nelle Dolomiti?”

ChatGPT genera la propria risposta e, separatamente, può essere mostrato un annuncio pertinente. L’hotel acquista quindi visibilità pubblicitaria attorno alla conversazione, non la raccomandazione contenuta nella conversazione.

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante del nuovo modello.

Non ci sono soltanto le keyword

Siamo abituati a pensare alla pubblicità online attraverso Google Ads: qualcuno cerca “hotel 4 stelle Venezia”, l’hotel compete su determinate keyword e cerca di portare l’utente sul proprio sito.

ChatGPT parte invece dalla conversazione. OpenAI spiega che il sistema considera diversi segnali di rilevanza, incluso il contesto della conversazione. Per gli inserzionisti diventa quindi importante descrivere chiaramente cosa offrono, a chi si rivolgono e in quali situazioni la loro proposta può essere utile.

Potrebbe essere un cambiamento importante. Non intercettiamo più soltanto una ricerca.

Cerchiamo di intercettare un’intenzione raccontata attraverso una conversazione.

Quanto costa?

ChatGPT Ads è ancora in beta e i modelli di acquisto stanno evolvendo. OpenAI permette attualmente campagne basate su CPM, CPC e oCPC. Negli Stati Uniti, per esempio, il budget giornaliero minimo indicato nella documentazione ufficiale è di 25 dollari.

Hospitality.today riporta inoltre i primi risultati pubblicati da un’agenzia specializzata nel settore alberghiero, con costi indicativi tra 3 e 3,50 dollari per click e 16-19 click ogni mille visualizzazioni. Sono però dati iniziali relativi a proprietà non identificate e non rappresentano ancora un benchmark affidabile per tutto il settore.

Per questo eviterei per ora confronti diretti con Google Ads, Meta o Hotel Ads.

Siamo ancora all’inizio.

E in Italia?

Qui la situazione è particolarmente interessante.

OpenAI ha annunciato l’espansione di ChatGPT Ads in 31 mercati europei, compresa l’Italia. In questa prima fase gli inserzionisti europei possono accedere attraverso OpenAI Ads Solutions, partner tecnologici e agenzie partner.

L’accesso self-service tramite Ads Manager, invece, non è ancora disponibile in Italia: nella documentazione ufficiale OpenAI il nostro Paese risulta attualmente “Coming Soon”.

Non è quindi ancora un nuovo Google Ads aperto indistintamente a qualsiasi piccolo hotel italiano, ma è qualcosa da iniziare a monitorare molto attentamente.

Paid visibility e AI visibility sono due cose diverse

Qui arriviamo secondo me al punto più importante per gli hotel. Possiamo iniziare a distinguere due mondi.

Da una parte abbiamo la paid visibility: pago ChatGPT per mostrare un annuncio pertinente e portare traffico verso il mio sito.

Dall’altra abbiamo la organic AI visibility: ChatGPT considera spontaneamente il mio hotel pertinente quando risponde alla domanda di un viaggiatore.

La prima si compra. La seconda bisogna costruirla.

Ed è esattamente quello che sta succedendo da anni su Google tra Google Ads e risultati organici, anche se con logiche differenti.

Cosa può fare concretamente un hotel oggi?

Prima ancora di pensare al budget pubblicitario, farei un esercizio molto semplice.

Provare a cercare il proprio hotel attraverso le domande che potrebbe fare un vero viaggiatore. Non soltanto: “Hotel a Treviso.”

Ma:

“Dove dormire a Treviso per un weekend romantico?” “Hotel vicino al centro con parcheggio.” “Dove soggiornare nelle Dolomiti con bambini?” “Boutique hotel a Venezia lontano dalle zone più turistiche.”

Poi osservare quali strutture vengono citate, quali caratteristiche vengono evidenziate e quali fonti emergono. Se il nostro hotel non compare mai, probabilmente il primo problema da affrontare non è comprare pubblicità su ChatGPT.

È capire perché l’AI non ci considera ancora una risposta sufficientemente rilevante.

Questo significa lavorare sul sito ufficiale, sulle informazioni presenti online, sulle recensioni, sulla coerenza dei dati, sui contenuti e più in generale sulla presenza digitale della struttura.

Un nuovo canale da aggiungere al marketing mix?

Probabilmente sì, ma è ancora presto per sapere quale peso avrà. Google Ads, Hotel Ads, Meta, OTA, SEO, social e ora piattaforme AI stanno progressivamente costruendo un ecosistema nel quale il viaggiatore può scoprire, confrontare e scegliere una struttura attraverso percorsi molto diversi.

ChatGPT Ads aggiunge un nuovo elemento: la possibilità di inserire pubblicità nel momento stesso in cui una persona sta conversando con un’AI per prendere una decisione.

Per gli hotel sarà quindi interessante misurare CPC, traffico, conversione e costo di acquisizione esattamente come facciamo con gli altri canali. Ma la vera lezione, almeno per ora, è un’altra.

Puoi pagare per essere sotto la risposta. Essere dentro la risposta è un’altra cosa.

Ed è probabilmente proprio lì che nei prossimi anni si giocherà una parte importante della visibilità digitale degli hotel.

Hospitality Talks – Lorenzo Schiavon

Sono Lorenzo Schiavon esperto di Revenue management e lavoro nel mondo dell’hospitality con focus su Revenue Management, distribuzione OTA, digital marketing, hotel tech stack e trend del turismo.

Hospitality Talks è il mio progetto editoriale nato per condividere esperienze, dati, strumenti e cambiamenti che stanno trasformando il settore alberghiero, con particolare attenzione a revenue management, tecnologia, distribuzione e innovazione.

L’obiettivo è semplice: rendere questi temi più accessibili e capire cosa significano concretamente per chi ogni giorno lavora nell’ospitalità.

Fonti: Hospitality.today e documentazione ufficiale OpenAI su ChatGPT Ads.